Franco Zeri

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ITALIAN STYLE

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Biografia

I precursori sono:
F. T. Marinetti, parolibere,

F. Depero "l’arte del quotidiano"

La nascita dell'italian style è legato alla vita professionale di Antonio Boggeri, direttore tecnico di Alfieri&Lacroix il più grande e avanzato stabilimento tipografico (Clichè e tricromia).
Nel 1993 fonda il suo studio, a Milano, di progettazione e realizzazione grafica (visual design).
In quel periodo siamo in pieno richiamo classicistico.
Boggeri fà proprie le indicazioni delle avanguardie artistiche europee:
foto sperimentale di L. M. Nagy; grafica funzionale di El Lissiskij; composizione tipografica e fotorealismo di Swartz.
Consolida il rapporto tra committenza grafica e comunicazione. Il rinnovamento della grafica italiana viene dal vivo della pratica professionale. Il pensiero di Boggeri si concreta con il reclutamento delle forze progettuali europee: Il contributo di Xante Schawinsky (Bauhaus); M. Huber e Vivarelli (approccio sistematico alla progettazione);
W. Ballmer e B. Norda (integrazione tra design e grafica); personalità nostrane come B. Munari (postfuturista), E. Carboni (postcubista), A. Steiner, Calabresi e Monguzzi (Ticinesi).
A partire dal 2° dopoguerra si sviluppa una idea anticipatrice: L'Immagine Coordinata.


Studio Boggeri
Max Huber
pannello pubblicitario
Milano 1941

Filoni e matrici
1. A. Olivetti è il primo che afferma che la comunicazione è vitale come la produzione. La filosofia Olivetti vuole conciliare la cultura industriale con quella artistica con: Sinisgalli, poeta, direttore artistico, il design Nizzoli, la grafica Pintori. Nasce la Corporate Identity senza manuale.

2. Il caso Pirelli con la via italiana all’immagine coordinata con il contributo esterno di Boggeri, Steiner, Noorda, Tovaglia.

3. Munari e Mari applicano la filosofia e il metodo sistematico del design.

4. M. Provinciali (new Bauhaus Chicago ) con un approccio più empirico senza rigidità che spazia dall’exhibition, editoria, design, immagine coordinata (gabbia e stili precostituiti).

Marcello Nizzoli
Manifesto per la macchina
Lexicon 80
1950

Franco Griniani
annnuncio per Alfieri&Lacroix
1958
5. F. Grigniani antiaustero nella ricerca foto-grafica verso l’optical internazionale (si basa sull’esperienza futurista).

6. Terminata l’epoca delle avanguardie, il dopoguerra, nasce un approccio metodologico al progetto frutto di nuovi innesti cosmopoliti; L’Unimark di Norda e Vignelli; Maldonado di Ulm per upim-Rinascente; von Klier (ulm) per la produzione dell’immagine coordinata di Olivetti.
Il settore si è caratterizzato per il protagonismo della committenza (Olivetti, Pirelli, ecc).

Eduardo Persico
Copertina della rivista
SASABELLA
n.6 giugno 1933

7. Le riviste sono state il banco di prova delle forme grafiche più avanzate (Domus, Casabella, Campo grafico).

8. Nasce una figura a metà strada tra il grafico e l’architetto; Gregotti disegna la testata di Casabella; M. Provinciali un grafico che lavora per l’architettura impaginando "Edilizia Moderna".

Erberto Carboni
annuncio pubblicitario per la pasta all'uovo Barilla, 1953

Campi di azione della grafica italiana:

A. architettura propagandistica - collusione tra grafica e architettura nell’exhibition e design (triennale di Milano, Biennale di Venezia). lo stand è il design delle comunicazione (Castiglioni, A. Fronzoni).

B. grafica progettata - la metropolitana Milanese di B. Noorda; la segnaletica delle isole Eolie di M. Castellano; Design e grafica di Sambonet.

C. la pubblicità - E. Carboni per Barilla; A. Testa L’agenzia.

Bruno Munari
Copertine per le collane "Nuova universale"
Nuovo politecnico"
Einaudi
1965

D. editoria - Le grandi case editoriali
Steiner con l’intervento su quotidiani e settimanali; Boringhieri con l’intervento di E. Mari (B/N e foto); Einaudi con Munari, G. Sassi per alfabeta (tecnologia).

E. grafica politica - Veronesi per PCI; M. Spera per i PRI; Vitali per il PSI;

F. A. Novarese per lettering.

G. P. Tovaglia; G. Illiprandi; M. Dolcini; I. Lupi; P Cerri per la grafica Illustrativa.

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