Franco Zeri

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*Colore artificiale, colore digitale

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DIGITAL COLOR


Nel 1897 A. Perkin, in Inghilterra, sintetizza il primo colore sintetico "il viola malva" (mouveina).
Con la scoperta del colore sintetico viene superata la concezione naturalistica a favore di una nuova filosofia basata sui colori prodotti dall’industria.
Nel 1910 e le avanguardie artistiche, partendo dalle nuove concezioni percettive e conquiste tecnologiche, come il Futurismo (Balla con le compenetrazioni irridescenti), la Bauhaus (Klee, Kandinsky, Itten e Albers) e De Stijl (Mondrian), sentono il bisogno di esprimere con i colori puri, insieme alle forme fondamentali, superando "il tragico e il naturalismo ottocentesco". Nella Bauhaus di Weimar si adottano un corpo di regole per l’armonia dei colori, per la mescolanza dei colori fondamentali, che applica la psicologia percettiva, utile per le arti applicate (design).

Un salto in avanti verso l’artificialismo avviene negli anni 60/70 grazie all'introduzione degli elaboratori che trattano i valori analogici (fisici) in digitali (afisici-numerici). Inizia una nuova ricerca per l’applicazione dei colori della luce (rosso, blu, green) ai monitor a colori o display per i computer.
I colori del sistema analogico* (pigmenti) è rappresentato da valori che cambiano continuamente per mezzo di una proprietà fisica: la sua frequenza (variazione continua all’interno di una gamma di valori infiniti).
Il digitale è rappresentato da una serie di numeri binari, composti da 0 e 1 (valori finiti), in cui il colore (anche la forma) è descritto da una serie di valori numerici binari (ridotti al suo stato matematico), al cui loro minimo variare si produce un movimento del tono, saturazione e luminosità del colore (figura digitale/analogico).

Flusso del segnale colore digitale/analogico in sistema informatico

tubo catodico

Monotor a cristalli liquidi

Colore video (figura sopra)
La rappresentazione del colore numerico avviene nella memoria video. (VRAM).
I segnali binari vengono inviati dalla VRAM al convertitore analogico, e da questo al display a colori (monitor)
Il meccanismo avviene attraverso la proiezione di tre raggi di luce, rosso, verde e blu, su uno schermo di fosfori composti di triplette di colori (RGB). I cannoni del tubo catodico (B/C/D) sono comandati dalla scheda video (A), che riceve dei segnali trasmessi dai piani di bit (E), mediante il convertitore analogico (DACs)
A B/C D E


MODI DI RAPPRESENTAZIONE DEL COMPUTER
A. Pixel
B. Vettori
C. Fratrali
D. Sfumatura





*Tratto dall'articolo "Hypercolor" di Franco Zeri aparso su ARTETRA del N.6 del 1997 - periodico d'arte e architettura del nuovo Museo Sperimentale d'Arte Contemporanea Dell'Aquila e successivamente ampliato

Picture element
Il tradizionale gesto artistico del dipingere viene traslato sul monitor attraverso i pixel (picture element) come nuovo mezzo espressivo. Il dare forma al colore avviene con la manipolazione dell’elemento più piccolo della visualizzazione, si traduce in dare forma al pixel.
Due aspetti bisogna considerare nel modo di rappresentare in digitale:
1. è diverso il mezzo di produzione ma non la sostanza dell’operare artistico. Gli strumenti pittorici imitano virtualmente i mezzi tradizionali, pennelli, spatole, sfumini, ecc. Altro elemento base e il vettore, modo di rappresentare gli oggetti per il loro perimetro, che si presta alla modellazione della forma/colore (2D,3D) fig.

2. Se il medium è il messaggio (M. Mc Luhan), probabilmente il modo di rapprentazione digitale influenza l’aspetto visivo dell’opera.
La possibilità di manipolazione totale del colore e della forma consente di sperimentare una nuova configurazione, anche, usando impropriamente il mezzo pittorico digitale per esprimere la sua massima potenzialità espressiva. I Software artistici, grafici sono mezzi potenti e precisi, danno una rappresentazione esatta di quello che pensi e di quello che ottieni in stampa.

Luce digitale
La tecnologia digitale segna il passaggio dai pigmenti, come selettori dei colori luce, ai colori della puri luce.
La supremazia della luce (luminosità), fonte primigenia di un corpo che emette luce propria, è totale rispetto ai colori che riflettono la luce.
L’esperienza cromatica fatta dal generatore, i colori vissuti pienamente dall’occhio (recettore delle frequenze) e dal cervello (interprete e rappresentatore), è sublime.
Con l’esperienza digitale del colore, la sua capacità di articolazione, si ottengono cromatismi totali (milioni di colori) non ottenibili con i pigmenti.
Colori pigmento come mescolanza infinita.
Colori digitali come elaborazione infinita.
Le nuove tavolozze è la risposta che può dare l’artista al trattamento digitale dell’immagine .

Hypercolor
Il colore trattato digitalmente amplia la palette dell’artista/designer in termine di:
- progetto di migliaia di palette, variando i parametri cromatici;
- utilizzo dei colori in tempo reale;
- artficialità e virtualità dei colori.
Il dualismo artificiale/naturale, virtuale/reale del colore si annulla nella sintesi additiva dei colori (luce), una forma di produzione del colore naturale, prodotta da un mezzo artificiale. La differenza tra i due modi di produzione stà nei riferimenti culturali a cui le palette si ispirano (Es. Metallic). Prima il punto di riferimento era la natura, poi gli interni e successivamente il mondo urbano. Oggi, è l’artificio e le tecnologie (colore sfumato, sfocato o fuso) ad ispirare l’artista. Nel futuro sarà il colore Virtuale (mentale e immaginato).
Attualmente il colore digitale è la vera novità che può produrre la nuova avanguardia, è la vera innovazione.
Il colore dinamico è realizzato, in digitale, con il movimento ciclico del "frame by frame". Il colore multimediale si ottiene con un’interfaccia cromatica che interagisce con il fruitore. Il colore tridimensionale è attuato con l’applicazione di algoritmi (frattali) che consentono di riprodurre gli effetti naturali della luce e dei colori sugli oggetti.

Il Random color rappresenta la possibilità di articolare il colore in 256 possibilità scelte dal computer.

Il "New Color" prevede dei livelli innovativi di sperimentazione e ricerca:
Presente - A. pura esperienza nell’occhio del colore/luce come opera;
B. percezione dei colori attraverso la sua teorizzazione/
Periodo intermedio - C. percezione dell’opera virtuale attraverso la Cromtelematica; D. Percezione celebrale del colore.
Futura - E. pura percezione cerebrale del colore come opera.